La versione originale di questo articolo si trova su http://www.reolcity.com/rolmagazine/linux/agx.html

 
.
 Le Interviste
del Pinguino
 
Antonio Gallo
"AGX"

 
Per iniziare, ci puoi descrivere brevemente BAD PENGUIN, se ho ben capito si tratta di una distribuzione Linux Italianizzata, cosa la differenzia da altre similari?

Innanzitutto che sarà Italiana

Tutti i messaggi, dove ha senso farlo, sono stati tradotti.

Secondo, è caratterizzata da un tool di configurazione, gli "AGX's User Profiles", che, oltre a permettere la configurazione del sistema (mouse, X-Window, daemons, parametri di rete, etc. ), offre la possibilità di avere diversi profili hardware.

Questa feature è utilissima sui notebook. Ad esempio, sul mio, utilizzo correntemente 3 profili: ufficio, casa e treno. Nel profilo "treno" non vengono lanciati alcuni daemon ( sysklogd, crond, ecc. ) per risparmiare batteria; mentre negli altri 2 profili, che si differenziano per i settaggi della rete, ho un sistema Linux completo; in ufficio parte direttamente l'xdm per il login grafico mentre a casa solo la console.

Gli User's Profiles, a differenza di YaST e di altri tool di configurazione, sono ben documentati e facilmente espandibili, ognuno può aggiungere nuove caratteristiche. L'installazione dei pacchetti, invece, avviene tramite il comando setup nomepacchetto.tgz.

Il formato dei pacchetti è il .tgz, in modo tale che tutti possano usarlo senza dover ricorrere ad utility proprietarie come rpm o dpkg.

I .tgz non sono dei normali file compressi, ma al loro interno è presenta una speciale directory, /install, che contiene le informazioni sul pacchetto e gli script d'installazione.

Per le dipendenze, una buona notizia, il programma setup, di default installa il pacchetto anche se non trova registrato il pacchetto dipendente, l'importante e che sia presente sul sistema la libreria di cui ha bisogno; se proprio la dipendenza non è presente viene chiesto di inserire il cdrom d'installazione.

Ultimamente stiamo implementando la possibilità di convertire pacchetti .rpm e .deb in maniera trasparente all'utente, sempre tramite il programma setup, ma questa feature è ancora molto in beta.
 


Oltre alle non indifferenti soddisfazioni personali nel essere "padre" di una distribuzione Linux, ci sono altri motivi che ti hanno spinto ad intraprendere questa avventura?

Io ho iniziato a lavorare con Linux nel 1997 perchè era mia intenzione imparare bene lo Unix e spostare la mia attività in quel campo.

Nonostante la mia giovane età mi ero già stancato dell'accoppiata Win95/NT.

A quei tempi mi piaceva molto la Slackware per la sua semplicità e la Debian per il fatto di essere "on the edge" per lo sviluppo.

Bad Penguin potresti vederla così, una distribuzione che cerca di prendere il meglio di Slackware e Debian aggiungendo però molte cose nuove. Iniziai quindi a scrivere i miei primi programmi/script di configurazione per la Slackware, era il febbraio 1997.

Il mio problema principale era l'installazione di Linux, avevo pochissimo spazio libero sul disco perchè usavo molte partizioni da 500MB ed ero sempre costretto ad usare l'UMSDOS come filesystem; iniziai allora a farmi una piccola distribuzione Linux basata sull'UMSDOS, come MiniLinux che però è in portoghese.

Il nome scelto fù Little Italy Linux. E' composta da 4 dischetti più uno aggiuntivo per i moduli del kernel, che si installavano direttamente sull'HD usando pkunzip. Era molto utile perchè permetteva di installare, in un secondo tempo, da cd-rom, sia pacchetti Slackware che RedHat (.rpm).

Nel momento in cui ero arrivato alla versione 0.999 di tale distribuzione, nella primavera del 1998, ed ero pronto al rilascio ufficiale, salta fuori la glibc2 ed il kernel 2.2. Fù un duro colpo per me, tutto il lavoro fatto era da buttare.

Dopo un estate di riflessione, nel settembre 1998 parto con la mia nuova idea di creare una distribuzione Linux completa.

Mi è costata 9 mesi di lavoro ma, disponibilità dei pacchetti a parte, è pronta al 99%.
 


Per essere concreti, quale sarà il destino di Bad Penguin quando, tra poco, uscirà dalla fase beta?

Intendi dire chi la userà ?

Si.

Io in primis, secondo penso che uscirà su diverse riviste e ci sarà un determinato numero di persone che vorrà provarla a tutti i costi. Sono pochi gli utenti esperti di Linux, ho notato che la maggior parte dei curiosi si diverte da matti ad installare ogni nuova release che viene fuori dalle diverse distribuzioni.

Dipendentemente dalla disponibilità di tempo che avrò e dal numero di persone che vorranno entrare stabilmente nel team di sviluppo, vedremo se riusciremo ad accontentare tutte le eventuali richieste degli utenti, sopratutto dal punto di vista della configurazione.

Spero che ci saranno molti programmatori che si avvicineranno a Bad Penguin, perchè anch'io sono un programmatore, nel CD è incluso il Linux SDK Project un'altra mia idea che prevede di creare una specie di MSDN per Linux.

Ho incluso, navigabile da cdrom, un pò tutta la documentazione per sviluppare su Linux, in particolare programmi applicativi. Inoltre ho incluso una serie di tool portatili, quali Apache, PHP, MIX per facilitare l'interoperabilità Win<->Linux.

Insomma, ho cercato di creare un ambiente facile da configurare (User profiles) e da usare (Gnome, Enlightenment, Gtk) per i newbie, sia un ambiente per i programmatori ( Gtk, Gnome, Apache, Php, docs ) e per gli Hackers ( netcat, nmap, uglypenguin, etc. ). E' una bella scommessa, vediamo se riesco a battermi questa volta. :-) 
 


Trattandosi di un lavoro enorme, immagino che avrai un gruppo considerevole di persone che si occupano dello sviluppo e dei numerosi test, vuoi raccontarci come funziona un team del genere?

In effetti il nucleo principale è formato da 15 sviluppatori, di cui 4 in particolar modo sono molto attivi. Molti sono studenti e quindi possono collaborare solo saltuariamente, comunque ognuno cerca di dare il suo contributo.

Lo sviluppo della distribuzione funziona allo stesso modo del kernel di Linux: c'è una mailing list in cui si discute delle modifiche mentre io mi preocupo di mantenere aggiornata la versione ufficiale integrando le varie "patch" che gli altri mi forniscono.

Per lo sviluppo dei pacchetti, non avendo ancora a disposizione un sito FTP ufficiale, li compilo tutti io da "scratch" su una macchina rigorosamente riformattata ad ogni compilazione, oppure converto pacchetti da altre distribuzione, in particolare da Debian (che ha la migliore qualità in questo campo ). 
 


Passiamo ad argomenti più Linux-generici.

Linux è ormai presente in maniera massiccia nelle Aziende, cosa pensi di questa situazione, cioè di questo mescolarsi di attività, altamente professionali di produzione software, ma noprofit, e gli utilizzi di Linux per attività commerciali, è vero che la licenza GPL ne protegge "l'appropriazione indebita", ma comunque usando Linux utilizzano i prodotti frutto del sudore altrui?

Per chi vuole sviluppare del software commerciale Linux, attualmente, non è la piattaforma ideale.

Chi trae maggiormente vantaggio dallo sviluppare per Linux è, invece, chi come me svolge attività di consulenza per terze parti.

Con Linux, il consulente è realmente libero dai vincoli e limitazioni inposti dell'ambiente utilizzato (sia esso Microsoft o un'altro Unix di marca ): primo, perchè può contare su una quantità enorme di documentazione e di supporto tecnico; secondo, perchè ha la possibilità di sviluppare soluzioni estremamente potenti, determinate direttamente dalla capacità professionale e tecnica del consulente.

Insomma, io penso che Linux sia la piattaforma ideale per i server aziendali, un pò meno per i client, ma i vantaggi di usare Linux come sistema "open" sono tantissimi.

Purtroppo il mio ragionamento ha il difetto di essere pensato da un "tecnico". Chi dirige determinati settori aziendali ha molto spesso una scarsa "cultura" informatica.

L'ipotesi Linux spaventa questo tipo di persone abituate ad essere "coccolate" dal proprio fornitore.

Da questo punto di vista, in Italia, siamo molto svantaggiati in quanto, siamo sempre stati terra di conquista da parte delle multinazionali americane: IBM prima e Microsoft adesso, Linux è un prodotto di origine "europea".

Attualmente, tutte le principali realtà industriali italiane sono basate su questi sistemi e sarà difficile che qualcuno di questi colossi ( Banche, Industrie, Telefonica, etc. ) adotti Linux, anche se, il supporto che IBM sta iniziando a fornire al mondo Linux, potrebbe cambiare molte cose nel panorama informatico italiano. 
 


Per deformazione (o preoccupazione? ;-) professionale ti debbo chiedere come sarà, secondo te,  il futuro della produzione (in generale) di software, si andrà verso il freesoftware e noi poveri programmatori dovremo convertirci all'assistenza di tali prodotti e a consulenze varie? (e non è detto che ciò sia una cosa negativa ;-) 

In realtà tutto il software che produciamo durante la nostra attività di consulenza è inpropriamente open

Di solito il cliente chiede espressamente il rilascio del codice sorgente, con relativa documentazione e casi di test, sviluppato nel linguaggio da lui desiderato ( VB ed il C vanno per la maggiore).

Sotto questo punto di vista non cambia molto nel nostro lavoro quotidiano. E' mia opinione che invece si sia creata una nuova figura professionale del sistemista/programmatore, una persona con sufficiente skill su molti argomenti, di notevole utilità all'interno di un azienda di servizi informatici.

Questa persona, aiutata nella sua formazione dallo studio e dall'utilizzo di tool GNU/GPL, è in grado di rispondere duttilmente ad un elevato numero di esigenze abbastanza eterogenee.

Il consulente del 2000 sarà così e dovrà necessariamente conoscere sia l'ambiente Microsoft (che ha la maggioranza delle installazioni) che l'ambiente Unix (che fa ancora girare il mondo).

Questa nuova figura dovrà obbligatoriamente passare attraverso Linux quale mezzo di didattica agli inizi, e di eventuale lavoro, successivamente. 
 


E per finire, cosa vorresti dire ai lettori che hanno avuto la pazienza di seguirci fino a qui e che forse una volta hanno pensato di provare Linux ma poi hanno desistito, oppure sono stati incuriositi dai nostri discorsi? 

Gli dico di non perdere questo treno che sta partendo.

Linux rappresenta, ed in primis ha rappresentato per me, l'occasione per imparare cose inaccessibili a chi mastica solo Microsoft.

E' impossibile lavorare su un argomento conoscendo solo l'utilizzo del mouse o un tool di configurazione. Se non si conoscono i principi ed i concetti che stanno dietro il funzionamento di un software o di un apparato hardware non si potrà mai ottenere dallo stesso il 100% delle prestazioni.

Ovviamente, spero che Linux in Italia sia sopratutto Bad Penguin. Il mio inpegno è quello di creare un ambiente di lavoro sia per gli utenti normali, i programmatori e le aziende che vogliono avere un sistema efficiente e sicuro sul quale costruire le proprie applicazioni intranet/internet
 
 

Vi aspettiamo su www.badpenguin.org

 

 
Ringrazio Antonio Gallo per la gentile collaborazione.

A presto.